I falsi miti: “io a mio figlio dedico qualità del mio tempo”

A me piace “pensare sincero”, mi piace vedere le cose per come sono, cercare di vedere il mondo con il massimo della chiarezza.

Mi piace il pensiero radicale, quello che non “gira intorno alle cose”.

Se ho sbagliato per certi motivi lo dico, non mi condanno ma riconosco ciò che ho fatto. Da lì parto, non da situazioni false.

Il peggior male che colpisce l’umanità, a mio modestissimo parere, è la falsità, anzitutto con  noi stessi, con le nostre idee.

Qualcuno parla di curare le idee, io parlo di onestà intellettuale.

La disonestà più grande dei genitori, ad esempio, è quella del tempo da dedicare ai figli; la frase ricorrente “io dedico qualità del mio tempo ai miei figli, non importa la quantità!” è la riprova di questo atteggiamento fuorviante nei confronti della vita.

Capisco che i genitori devono lavorare, ma l’educazione prevede una continuità: quello che conta è il tempo-quantità, non il tempo-qualità. E’ nella quantità di tempo che passiamo con loro fin da bambini che possiamo accorgerci delle loro reazioni, dei progressi e riconoscerli. E poi, se il tempo insieme è poco, il genitore si sente in colpa e li riempi di regali, ma così estingue il desiderio che è la molla della vita.

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