Vegetariani e vegani in aumento: in Italia sono il 7,1% della popolazione

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Un punto percentuale in un anno. Crescono ancora vegetariani e vegani in Italia. Un piccolo popolo che, secondo il rapporto Eurispes 2014, comprende il 7,1% della popolazione: circa 4,2 milioni di persone, contro 3 milioni e 720mila del 2013. Nel dettaglio, spiega Eurispes, il 6,5% degli intervistati…

Daniele Dallorto‘s insight:

Per chi è vegetariano per ragioni etiche, la naturale evoluzione è diventare vegan non appena si scopre che cosa si nasconde realmente dietro la produzione di latte e uova, che è ben lungi dall’essere innocua per gli animali.
Per produrre latte, le mucche vengono ingravidate artificialmente e il vitellino viene loro strappato a pochi giorni dalla nascita e spedito al macello. Le mucche passano tutta la loro vita attaccate alle mungitrici automatiche, che provocano loro dolorosissime mastiti. Quando, dopo 5-6 anni di sfruttamento intensivo, la loro produzione di latte inizia a calare, vengono macellate anche loro. Dunque anche la produzione di latte causa la morte di animali, proprio come la produzione di carne, non per niente il latte viene spesso definito “carne liquida”.
In natura invece non si porrebbe il problema delle mucche non munte, poiché la mucca produrrebbe il latte solo per il proprio vitellino e solo per il periodo in cui gli è necessario, perciò sarebbe lui a “mungerla”.
Anche nei cosiddetti allevamenti “biologici”, nonostante gli animali trascorrano qualche ora all’aperto al posto che perennemente chiusi in un box, vitellini e mucche finiscono comunque al macello.
Per quanto riguarda le uova, senza contare le terribili condizioni di detenzione degli animali (gli allevamenti cosiddetti “a terra” sono in realtà dei capannoni sovraffollati dove le galline vengono ammassate sul pavimento anziché nelle gabbie, e comunque sono solo l’1% del totale degli allevamenti di ovaiole), bisogna considerare che per far nascere una gallina ovaiola occorre necessariamente far nascere anche un pulcino maschio, perché in ogni specie animale nascono all’incirca 50% maschi e 50% femmine. I pulcini maschi non servono alla produzione di uova e rappresentano quindi uno scarto per questa industria, e vengono uccisi in modi terribili, con il gas oppure gettandoli vivi in un tritacarne. Per fare un esempio, ogni anno in Italia sono 16 milioni i pulcini che fanno questa fine.
Per questo invito tutti coloro che sono diventati vegetariani per motivi etici a informarsi anche su ciò che si nasconde dietro la produzione di derivati:
http://www.saicosamangi.info/
http://www.infolatte.it/
http://www.TVAnimalista.info

See on veggoanchio.corriere.it

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