Lo stato dell’aiuola che ospita la targa in memoria delle vittime dell’alluvione di Genova

Riporto una bella lettera realizzata da Emanuela Prato sullo stato dell’aiuola che ospita la targa in memoria delle vittime dell’alluvione del 4 novembre 2011.

Eccola:

Buongiorno, sono residente a Marassi, quotidianamente per tornare a casa o recarmi al lavoro, passo davanti e osservo la targa “del ricordo”.

Riaffiorano così le immagini del tragico evento, ma anche della solidarietà e dell’impegno che da quel fango sono stati in grado di emergere, del sostegno che persone vicine e lontane,generosamente,hanno saputo dare.
Poi lo sguardo si apre all’aiuola che ospita la targa. Inesorabili prendono piede sensazioni di amarezza, solitudine e, aimè, abbandono.
Come dimostrato dal cantiere che vegeta sul Fereggiano, come confermato dall’incuria subita da Piazza Galileo Ferraris (spazio ad alta frequentazione da persone di tutte le età) anche per l’aiuola è stato riservato lo stesso destino: fiori secchi, piante patite, colore dominante marrone.

È così che nel mio sguardo quel simbolo destinato al ricordo assolve appieno la sua funzione, ma nella tonalità più cupa, è così che quelle vite, come sarebbero potute essere la mia e quella delle persone a me più care, muoiono di nuovo, marciscono nei fiori abbandonati, seccano nella corona deposta.

Che brutta sensazione!
A questo punto mi chiedo: non si può far niente?? Visto e considerato che il Comune non è in grado di occuparsene degnamente non si potrebbe proporre l’adozione dell’aiuola a privati come succede per molti altri spazi verdi della città?

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