Vedere finalmente con lo sguardo limpido…

La maggior parte della gente non arriva mai a capire che tutto va bene, perché è immersa nel sonno.

Non si ripone mai fiducia nella gente. L’unica cosa di cui ci si fida è il proprio giudizio riguardo a quella data persona.

Noi non vogliamo essere felice incondizionatamente. Sono pronto a essere felice a condizione che abbia questo e questo e quest’altro.

Quale sarà mai il vantaggio materiale di mandare un uomo sulla luna, quando noi non riusciamo a vivere sulla terra?

Sapete qual è il segnale del risveglio? E’ il momento in cui ci si chiede: “Sono io il pazzo, o lo sono tutti gli altri?”

Sono giunto a credere che siamo pazzi al punto che, se tutti sono d’accordo su qualcosa, quella cosa è sicuramente sbagliata!

… bisogna “accogliere” i propri demoni, perché combattendo contro di essi di da loro potere.
Quando si rinuncia a qualcosa, vi si rimane legati. L’unico modo per uscirne è non lasciarsi ingannare. Non rinunciate, ma non lasciatevi ingannare. Cercate di capire il vero valore di quella cosa, e non avrete bisogno di rinunciarvi: semplicemente, vi cadrà dalle mani.

La verità si intravvede all’improvviso, e deriva da un certo tipo di atteggiamento.
Ci vuole però un atteggiamento di apertura, la volontà di scoprire qualcosa di nuovo.

Io non posso parlarvi della verità, ma di quelli che sono gli ostacoli alla verità.
Non posso far altro, per voi, che mettere in discussione le vostre convinzioni e il sistema di convinzioni che vi rende infelici. Non posso far altro che aiutarvi a disimparare.

Non vogliamo le novità, soprattutto quando ci disturbano, soprattutto quando comportano un cambiamento.

L’apertura verso la verità, quali che siano le conseguenze, dovunque ci porti, senza sapere nemmeno dove ci porterà. Questa è la fede. Non una convinzione, ma la fede. Le convinzioni danno molta sicurezza, la fede è insicurezza. Non si sa dove si andrà a finire. Si è pronti a seguire e si è aperti, aperti a tutto! Si è pronti ad ascoltare.

Il primo passo è essere pronti ad ammettere che non volete svegliarvi, che non volete essere felici. Dentro di voi ci sono resistenze di tutti i tipi.
Il secondo passo consiste nell’essere pronti a capire, ad ascoltare, a mettere in discussione il vostro intero sistema di convinzioni.

La carità è, in realtà, l’interesse personale mascherato da altruismo.
… Io vado là per aiutare, do qualcosa, ricevo qualcosa. E’ splendido. E’ vero. E’ reale. Questa non è carità, è interesse personale illuminato.
… Il bene assume il suo valore più alto in quelle occasioni in cui non ci si rende conto che si sta facendo del bene.
… “Un santo è tale finché non viene a saperlo.”
… Vorrei che capiste una cosa fin d’ora, e cioè che la religione non è – e ripeto: non è – necessariamente connessa alla spiritualità.
… Qualche volta mi dico che il procedimento che usiamo per creare, per esempio, un San Francesco Saverio, potrebbe essere esattamente lo stesso procedimento usato per creare dei terroristi. Ci può essere un uomo che partecipa a un ritiro di trenta giorni ed esce tutto infiammato dall’amore di Cristo, pur non avendo neanche un baluginio di consapevolezza di sé. Neanche un po’. Potrebbe essere un gran rompiscatole, ma crede di essere un grande santo.
… Non dico che non esista la motivazione pura. Dico solo che, normalmente, tutto quel che facciamo è nel nostro interesse.
… Certa gente fa determinate cose in modo da non doversi sentire male. E quella la definisce carità. Agisce per senso di colpa. Non è amore, questo.

Ho spiegato che esistono due tipi di egoismo; forse avrei dovuto dire tre.
Il primo, quando faccio qualcosa, o meglio, quando mi concedo il piacere di compiacere me stesso.
Il secondo, quando mi concedo il piacere di compiacere altri.
Poi c’è il terzo tipo, il peggiore: quando si fa qualcosa di buono per non sentirsi in colpa.

Non vogliamo guardare, perché se lo facciamo potremmo cambiare. Non vogliamo guardare. Se si guarda, si perde il controllo di quella vita che riusciamo a tenere insieme in modo tanto precario.
… La cosa di cui avete più bisogno in assoluto è la disponibilità a imparare qualcosa di nuovo.
… La prima reazione è di paura. Non che temiamo l’ignoto. Non si può temere qualcosa che non si conosce. Nessuno ha paura dell’ignoto. Quel che si teme davvero è la perdita di ciò che è noto. Ecco di cosa si ha paura.

L’aspetto migliore di Gesù è che si trovava a suo agio con i peccatori, perché capiva che non era migliore di loro in niente.

Quando dentro di voi c’è qualcosa che si muove nella direzione giusta, crea la sua disciplina.

Sono proprio coloro che non sanno cosa farsene di questa vita a essere tanto preoccupati di sapere cosa se ne faranno di un’altra vita.

La mente umana è in grado di capire il tempo e di negarlo. Ciò che è senza tempo va al di là della nostra comprensione. Eppure i mistici dicono che l’eternità è qui e ora. E’ una buona notizia, no? E’ qui e ora.

Sarà necessaria molta consapevolezza, da parte vostra, per capire che forse quella cosa che chiamate “io” è semplicemente un conglomerato delle vostre esperienze passate, dei vostri condizionamenti, della vostra programmazione.
E’ doloroso. In effetti, quando ci si comincia a svegliare, si prova un grande dolore. E’ doloroso vedere crollare le proprie illusioni. Tutto ciò che pensavate di aver costruito si sbriciola, e questo è doloroso.

L’autosservazione significa guardare – osservare quel che accade dentro di voi e intorno a voi come se accadesse a qualcun altro.

La sofferenza è dovuta unicamente alla mia identificazione con qualcosa, che sia al mio interno o all’esterno.

Come dovremmo chiamare, allora, quel tipo di passione che attiva o incanala l’energia verso un impegno a porre rimedio a dei mali oggettivi? Qualunque cosa sia, non è una reazione; è azione.

L’amore perfetto esclude la paura. Dove c’è amore non ci sono pretese, aspettative, dipendenza. Io non esigo che voi mi facciate felice; la mia felicità non alberga in voi.

Quando cadono le vostre illusioni finalmente siete in contatto con la realtà, e credetemi, non sarete mai più soli, mai più. La solitudine non si cura con la compagnia umana. La solitudine si cura attraverso il contatto con la realtà.
… Pensate alla vostra solitudine. La compagnia umana potrebbe mai eliminarla? Servirebbe solo da distrazione. Dentro c’è un vuoto, non è vero? E quando il vuoto viene alla superficie, cosa si fa? Si fugge, si accende la televisione, si accende la radio, si legge un libro, si cerca la compagnia umana, il divertimento, la distrazione.

Solo quello che si comprende può essere cambiato. Ciò che non si capisce, o di cui si è inconsapevoli, viene represso. Non si cambia. Ma quando lo si capisce, si cambia.
… Cambia la qualità della vita.
… Si ha più energia, si è più vivaci. La gente pensa che, senza desideri, si sia come dei pezzi di legno senza vita. In realtà, si perde solo la tensione. Liberatevi della paura di fallire, della preoccupazione di riuscire, e sarete voi stessi. Rilassatevi. Non guidereste, come state facendo ora, con il piede sul freno. … Quando non si vive in funzione di qualcosa, si conserva tutta la propria capacità, la propria energia, e si è rilassati, perché non importa che si vinca o si perda.

Potete controllare le cose di cui siete consapevoli; quelle di cui non siete coscienti controllano voi. Si è sempre schiavi di ciò di cui non si è consapevoli. Quando se ne prende coscienza, ci si libera da esse. Sono ancora lì, ma non vi coinvolgono, non vi controllano, non vi schiavizzano. Ecco la differenza. … Quando vi ascolto, è infinitamente più importante, per me, ascoltare me che voi. Naturalmente, è importante ascoltare voi, ma è più importante che ascolti me stesso, altrimenti non sarò in grado di sentirvi, oppure fraintenderò ogni cosa che voi dite.

La principale preoccupazione della società è mantenere la società stessa in uno stato di infermità!

La vera felicità non ha cause. … La felicità è la nostra condiziona naturale. … Per acquisire la felicità non bisogna fare nulla, perché la felicità non può essere acquisita. … Perché l’abbiamo già. … Dovete abbandonare le illusioni. Non dovete aggiungere niente, per poter essere felici: dovete invece abbandonare qualcosa.

La prima cosa da fare è entrare in contatto con i sentimenti negativi di cui non si è consci … La prima cosa da raggiungere è la consapevolezza dei propri sentimenti negativi. … Il secondo passo è capire che il sentimento è dentro di voi, non nella realtà.
… I sentimenti negativi sono dentro di voi, non nella realtà. Dunque, smettete di tentare di cambiare la realtà. E’ una follia! Smettete di tentare di cambiare l’altro. Sciupiamo le nostre energie e il nostro tempo cercando di cambiare le circostanze esterne.
… I sentimenti negativi sono dentro di voi. Nessuna persona al mondo ha il potere di rendervi infelici. Nessun evento al mondo ha il potere di turbarvi o farvi del male. Nessun evento, nessuna condizione, nessuna situazione, nessuna persona.
… Terza fase: mai identificarsi con quel sentimento.
Nel Bhagavad-Gita, il libro sacro degli induisti, Krishna dice ad Arjuna: “Buttati a capofitto nella battaglia, e tieni il tuo cuore ai piedi di loto del Signore”.
La quarta fase: come si possono cambiare le cose? Come potete cambiare voi stessi?

Non sono le vostre azioni che contano, ma il vostro essere. Solo allora potrete impegnarvi nell’azione. Potrete farlo o non farlo. Non sarete in grado di deciderlo finché none vi sarete svegliati. Purtroppo, si concentra tutta l’enfasi sulla necessità di cambiare il mondo, e ben poca su quella di svegliarsi. Una volta svegli, saprete cosa fare e cosa non fare.

Mettete in atto questo programma un migliaio di volte: a) individuare i sentimenti negativi che sono in voi; b) capire che sono dentro di voi, non nel mondo, nella realtà esterna; c) non considerateli parte essenziale dell'”io”: queste cose vanno e vengono; d) capite che quando voi cambiare, tutto cambia.

Saper dire di no alle persone è bellissimo, fa parte del risveglio. Fa parte del risveglio vivere la propria vita come si ritiene opportuno.
La semplice consapevolezza è felicità, rispetto al tentativo di reagire tutto il tempo.

Nella vostra ricerca della consapevolezza, non ponete richieste. E’ più o meno come ubbidire alle regole della strada … non c’è spazio per sentimenti feriti, richieste o aspettative: si ubbidisce alle regole della strada e basta.
Sapete, talvolta la gente vuole imitare Cristo ma il fatto che una scimmia si metta a suonare il sassofono non la trasforma in musicista. Non si può imitare Cristo imitandone il comportamento esteriore. Bisogna essere Cristo.

Nessuno è stato cattivo nei vostri confronti. Qualcuno è stato cattivo nei confronti di quello che pensava voi foste, ma non nei vostri confronti. Nessuno vi respinge: le persone respingono soltanto quel che pensano voi siate.

Conoscere Dio in quanto sconosciuto. In un’altra occasione San Tommaso dice anche: come inconoscibile. La realtà, Dio, la divinità, la verità, l’amore sono inconoscibili: significa che non possono essere compresi dalla mente razionale.
… Cos’è la Scrittura allora? E’ un accenno, un indizio, non una descrizione. Il fanatismo di un sincero credente che è convinto di sapere dà origine a mali maggiori di quelli provocati dagli sforzi congiunti di duecento criminali.
… Si parla davvero troppo di Dio: il mondo non ne può più. C’è troppo poca consapevolezza, troppo poco amore, troppo poca felicità, ma non usiamo nemmeno queste parole.

Perdere il sé significa capire improvvisamente di essere qualcosa di diverso da ciò che si pensava di essere.

Le esperienze piacevoli rendono splendida la vita. Le esperienze dolorose portano alla crescita.
La sofferenza mette il dito su una parte di voi che non è ancora cresciuta, che deve crescere, trasformarsi e mutare.

Il desiderio, nel senso sano della parola, è energia e più energia abbiamo meglio è. Ma non sopprimete il desiderio: capitelo. Capitelo. Non cercate di realizzarlo, quanto di capirlo.
E non rinunciate semplicemente agli oggetti del vostro desiderio: capiteli, guardateli nella loro vera luce. Guardateli per quel che valgono realmente. Perché se ci si limita a sopprimere il proprio desiderio, cercando di rinunciare all’oggetto del desiderio, con tutta probabilità si rimane legati ad esso. Al contrario, se lo si guarda e lo si vede per quel che vale realmente, se si comprende che si sta preparando la strada all’infelicità, alla delusione e alla depressione, ecco che allora il desiderio si trasforma in quella che io chiamo preferenza.

“Quando si mette mano all’aratro, non si può volgersi indietro.”

Perché mi innamoro di un certo tipo di persone e non di altre? Perché sono condizionato. Nel mio subconscio ho un’immagine di un certo tipo di persona che mi attrae, mi attira. E così, quando incontro questa persona, ho un colpo di fulmine.
… Dicono che l’amore sia cieco. Credetemi, niente ha la vista più acuta del vero amore. Niente. L’amore ha la vista più acuta del mondo. La dipendenza è cieca, l’attaccamento è cieco. L’abbarbicarsi, le richieste continue, il desiderio sono ciechi. Ma l’amore vero non lo è.

Nel momento in cui si rinchiudono le cose in n concetto, smettono di fluire. Diventano statiche, morte.
La realtà è intera, mentre le parole e i concetti frammentano la realtà.

La bellezza di una azione non deriva dal suo essere diventata un’abitudine, ma dalla sua sensibilità, coscienza, chiarezza di percezione e precisione di risposta.

La vita eterna è adesso. Ne siamo circondati, come un pesce nell’oceano, ma non ce ne accorgiamo.

Non ho intenzione di odiarmi per qualcosa che ho fatto. Il senso di colpa è proprio questo. Non mi voglio sentire male, né rimproverarmi per qualcosa che ho fatto, giusto o sbagliato che fosse.
Sono pronto ad analizzarlo, a osservarlo e dire: “Ebbene, ho fatto male, l’h fatto in modo inconsapevole”. Nessuno agisce male consapevolmente.

“Faceva talmente freddo che se il termometro fosse stato più lungo di due centimetri saremmo morti congelati”. [Mark Twain]

Il vero cambiamento si verificherà quando sarà il momento non stabilito dal vostro ego, ma dalla realtà. La consapevolezza permette alla realtà di cambiarvi.
I giapponesi esprimono questa idea in modo piacevole: “Il giorno in cui smetterai di viaggiare, sarai arrivato”.

Non chiedete al mondo di cambiare – cambiate prima voi. Allora sarete in grado di dare una buona occhiata al mondo e potrete cambiare tutto ciò che vi sembrerà da cambiare.

Rallentate, gustate, annusate e ascoltate, lasciate che i vostri sensi si risvegliano.

Nella consapevolezza si mantiene la morbidezza, la sottigliezza, la gentilezza, l’apertura, la flessibilità e non si deve esercitare alcuna pressione: il cambiamento si verifica da solo.

Vedere finalmente con lo sguardo limpido e non offuscato dalla paura o dal desiderio. Saprete cosa significa amare. Ma per giungere alla terra dell’amore bisogna attraversare le pene della morte, perché amare le persone significa morire al bisogno delle persone, ed essere estremamente soli.
… L’amore per il lavoro, che piace compiere per l’amore del lavoro in sé; l’amore per le risate e per l’intimità con le persone, a cui non vi abbarbicate e da cui non dipendete emotivamente, ma della cui compagnia riuscite a godere.

Congedate la folla. Salite sul monte e mettetevi in silenziosa comunicazione con gli alberi, i fiori, gli animali e gli uccelli, con il mare e le nubi, con il cielo e le stelle. … Questa è la cura per la solitudine.
Di solito, cerchiamo ci curare la nostra solitudine attraverso la dipendenza emotiva dalle persone, attraverso la socievolezza e il rumore. Ma quella non è una cura. Tornate alle cose, tornate alla natura, salite sui monti. Allora sapreste che il vostro cuore vi ha portato al vasto deserto della solitudine e che non c’è nessuno al vostro fianco, nessuno.
All’inizio, vi sembrerà insopportabile. Ma è solo perché non siete abituati all’essere soli. Se riuscirete a resistere per un po’, il deserto sboccerà improvvisamente all’amore. Il vostro cuore intonerà un canto, e sarà per sempre primavera. … Allora capirete cos’è la libertà, cos’è l’amore, cos’è la felicità, cos’è la realtà, cos’è la verità, cos’è Dio. Vedrete, conoscerete al di là dei concetti e dei condizionamenti, della dipendenza, dei vincoli.

Se l’adorazione non conduce al fuoco, se il culto non conduce all’amore, se la liturgia non conduce a una percezione più chiara della realtà, se Dio non conduce alla vita, a cosa serve la religione se non a creare un maggior numero di divisioni, fanatismi, antagonismi?

I ragazzi di Summerhill di A.S. Neill

“Ogni bambino ha dentro di sé un dio. I nostri tentativi di plasmare il bambino non fanno altro che trasformare quel dio in un demonio”.

 

Fonte: http://digilander.libero.it/grillonina70/Libri/demello_messaggioaquilapollo.html

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